



दिव्य
काया मन्दिर प्रोजेक्ट
Kāya mandir project



दिव्य
काया मन्दिर प्रोजेक्ट
Kāya mandir project

Digambara
Vestite·i d’immensità con consapevolezza: senza il filtro e la maschera dei vestiti, ci possiamo anche spogliare di condizionamenti, di corrazze e di paure.
"Il coraggio di vivere senza paura è la via del tantra: essere consapevoli e
presenti in ogni momento, senza attaccamenti e senza fuggire."
— Spanda Karika, 5.8Spogliarsi può essere un gesto semplice e potente che ci permette di tornare all'essenziale. Gli atelier in modalità digambara ci invitano a vivere questa esperienza profonda.
La particolarità degli atelier proposti è che alcune pratiche si svolgono in modalità digambara (o con un pareo). Digambara in sanscrito vuole dire “vestito d’immensità” o “vestito di cielo”, cioè nude*. Questa peculiarità può sorprendere (e spaventare!) in un contesto sociale dove spesso si confondono nudità e sessualità. Entrambe possono essere legate, ma non per forza; possono benissimo essere separate. Le attività si rivolgono a persone che fanno un percorso di crescita personale. Nelle giornate proposte non c’è nessuna pratica che mira a stimolare l’energia erotica.
Durante gli atelier, non si tratta di vivere una nudità erotizzata. Non si tratta di esibirsi, guardarsi o eccitarsi, ma semplicemente di godersi la libertà che conferisce la nudità. Il corpo è come un’antenna. Quando non è coperto dai vestiti, la pelle, che è un organo sensoriale potente, e il più esteso del corpo, entra in contatto diretto con l'aria, la luce, l'umidità e gli altri elementi dell'ambiente, i quali sono percepiti in modo più intenso. L'assenza del filtro dei vestiti consente un'immersione più totale nelle sensazioni corporee e nell'ambiente circostante.La nudità sacra
In tante culture e comunità tradizionali, ballare nude faceva parte di riti e rituali per connettersi con sé stessa, con gli altre e con il divino. La danza e la nudità erano strettamente legate a esperienze mistiche o pratiche spirituali, cerimoniali o sociali, con significati profondi.
Nel ventesimo secolo, ci sono stati diversi movimenti naturisti in Europa che promuovevano una vita più in contatto con la natura. Sostenevano che l’esposizione del corpo al sole e all’aria fosse benefica per la salute. Spesso erano anche vegetariani, a favore di una medicina naturale e/o antispecista. I regimi totalitari nazisti e comunisti hanno tutti represso il naturismo, vietando o inquadrandolo molto strettamente.
Qua in Ticino, all’inizio del ventesimo secolo, gli artisti e intellettuali di Monte Verità ad Ascona hanno ripreso queste idee. Essere nude faceva parte delle pratiche simboliche legate alla loro filosofia della libertà e della loro ricerca di una vita più naturale. La nudità era vista come un modo per liberarsi dalle convenzioni sociali e morali della cultura borghese e dalla società industriale.
Era un mezzo per ritrovare una connessione più autentica con il corpo e con la natura. Rappresentava anche una forma di ribellione, era un modo per sfidare la repressione e per esplorare la libertà individuale.Un valore aggiunto
La nudità dà sicuramente un valore aggiunto alle pratiche svolte nei nostri atelier. Il fatto di essere nude cambia l'energia. Ci porta via una corazza energetica. Ci rende più autentiche, senza la maschera dei vestiti. Ci mostriamo a “nudo”. Senza vestiti, non ci sono simboli di status sociale, identitari o di orientamento politico, siamo tutte sullo stesso piano. Ci facciamo vedere per quello che siamo, con le nostre cosiddette imperfezioni; chili in troppo, in meno, macchie, cicatrici.
Nude, siamo anche più vulnerabile. Perciò evolvere in un ambito protetto è molto importante. L’atteggiamento delle partecipanti è determinante. La chiarezza e il rispetto sono fondamentali. Ci muoviamo su un terreno che può essere molto arricchente, ma che è anche molto sensibile, molto delicato. Soprattutto per le donne che, storicamente, sono spesso state percepite come oggetti sessuali. Il nostro imprinting culturale è molto forte sia per le donne che per gli uomini. In più, spesso abbiamo vissuto abusi. L’esperienza della nudità in un contesto protetto, senza ambiguità, può essere un’esperienza potente e trasformativa, contribuendo a darci potere e fiducia. Ma se qualcosa andasse storto potrebbe peggiorare una ferita, un trauma,.
L’integrità sia delle donne che degli uomini va rispettata e protetta. Perciò garantire un ambiente nel quale possiamo fare attività in nudità dove tutte le persone si sentono a loro agio è una priorità. Prima di partecipare a un evento, le persone interessate partecipano a un colloquio per chiarire la prospettiva degli atelier per evitare ogni malinteso. Lo scopo è di permetterci di vivere la nudità liberamente, in tutto rispetto, in un ambito sicuro.
I principiante che ancora non sono a loro agio con la nudità possono tenere il pareo, anche con il costume o l’intimo sotto se lo desiderano. Non ci sono nessuna pressione su chi esercita questa scelta; viene accolta e rispettata. Già solo vedere persone nude per chi non è abituata può essere un’esperienza forte. Però, potersi svestire in un contesto sicuro è un’opportunità da cogliere; non è tutti i giorni che abbiamo l’occasione di fare delle attività in nudità con altre persone. E quando ci si prende l’abitudine, doverci vestirsi può diventare un fastidio!Una cosa banale
La nudità è una cosa naturalissima che in qualche modo ci è stata tolta con tutti i nostri condizionamenti e i pregiudizi, tabù e divieti che la riguardano. Socialmente è spesso considerata scandalosa e non ammissibile quando potrebbe invece essere percepita come una banalità.
Essere nude nella nostra società ha qualcosa di trasgressivo. È come mandare a quel paese un sistema che ci vuole fare sentire marginali se non corrispondiamo a certi standard di bellezza. Piuttosto che nasconderci, ci mostriamo come siamo, rifiutando di sottometterci a diktat distruttivi. Praticare il naturismo è un modo simbolico per opporsi a un’industria della bellezza che fa di tutto per farci spendere soldi, tempo e energia in quantità sproporzionata per provare a raggiungere ideali che non c’entrano con chi siamo. Il naturismo non solo permette di accettarsi ed assumersi come la vita ci ha fatte, ma è un modo di celebrare questo dono meraviglioso che è il nostro corpo, questa astronave stupenda che ci fa attraversare il grande viaggio della vita.*In questo testo viene utilizzato il femminile inclusivo, che rappresenta sia il femminile che il maschile. Va precisato che gli atelier sono misti, e si prova a raggiungere un equilibrio numerico di donne e uomini.
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